RONCAGLIA (SO)

Organo Serassi 1866

DISPOSIZIONE FONICA 

Campanelli

Cornetto 3 file soprani

Fagotto bassi

Trombe soprani

Violoncello bassi

Corno inglese soprani

Viola bassi

Flutta soprani

Flauto in ottava soprani

Voce umana

Tromboni

Terza mano

 

Principale 16 bassi

Principale 16 soprani

Principale 8 bassi

Principale 8 soprani

Ottava bassi

Ottava soprani

Quintadecima

Decimanona

Vigesima seconda

Vigesima sesta e nona

Trigesima terza e sesta

Contrabassi e rinforzi

Timballi

 

TASTIERA: 56 tasti Do1-Sol5

PEDALIERA: piana 18 pedali Do1 - Mi2 + Terza  Mano

PEDALONI:   Ripieno  e combinazione libera 

PEDALETTI:  Usignoli, Fagotto bassi, Tromba soprani, Ottavino soprani

Il crivello restaurato Segreta Particolare del somiere Corno Inglese Ricostruito Violoncello ricostruito
Ancia originale Serassi Ancia ricostruita Corno Inglese Usignoli Interno

 

L' organo attuale fu costruito dalla ditta Fratelli Serassi di Bergamo nel 1866 con il riutilizzo della maestosa cassa dell’organo precedente.

Per quanto riguarda quest’ultimo possiamo solo supporre che si sia trattato di uno strumento costruito verso la fine del Seicento. A questa supposizione fanno riscontro lo stile della cassa, la sua divisione in tre campate oltre a certe affinità costruttive che conducono ad attribuire tale opera al Capiago.

Dobbiamo considerare che lo stesso artista aveva realizzato la cassa dell’organo per la chiesa prepositurale di Caspano nel 1683 quando Carlo Prati realizzò lo strumento.

I due artisti spesso collaborarono nella costruzione di organi; esempi delle loro opere li troviamo a Novate Mezzola (1687), ad Ardenno (1689), in S. Fedele a Como (1670)  e nella chiesa di S. Maria a Chiavenna (1682), opera, quest’ultima, realizzata l’anno precedente a quella di Caspano.

Tuttora dell’organo antico si sono conservate la cassa e alcune strutture interne di larice del “cavallo”.

Nel catalogo delle opere costruite dalla ditta Fratelli Serassi troviamo lo strumento attuale riportato nell’anno 1866 con il numero d’opera 692.

Un intervento del quale non conosciamo l’entità è stato eseguito da Felice Ondei fu Antonio presumibilmente nei primi anni del Novecento.

Un altro intervento è stato eseguito con buone probabilità da Abati al quale possiamo attribuire la sostituzione di tre registri,  l’installazione di un rudimentale elettroventilatore e l’applicazione di nuovi cartellini dei registri sopra quelli forse originali oltre alle consuete operazioni di intonazione e accordatura dello strumento.

L' organo è collocato in cantoria, in Cornu Epistolae.

La cassa, addossata al muro, è in legno di noce riccamente intagliata e di elegante fattura.

Il prospetto di 21 canne è diviso in tre campate formate rispettivamente da  7 / 7 / 7 canne di stagno disposte a cuspide  a partire da Sol #1, con labbri superiori a mitria e bocche allineate.

Il prospetto è composto dalle canne del Principale 8’ dal Sol#1 al Sib1, dalle canne della Flutta da Si1 a Si2 più 5 canne mute che completano le campate.

Il restauro ha comportato la ricostruzione di quattro registri: Ottavino soprani, fila in XII del Cornetto soprani, Violoncello bassi e Corno inglese 16' soprani. Le canne labiali e le ancie sono state riprodotte nel nostro laboratorio basandoci su modelli originali Serassi.

Sono stati inoltre ricostruiti i Campanelli, registro mancante ma presente nella disposizione fonica originale in quanto allo smontaggio ne è stata rinvenuta la manetta all'interno dell'organo e la tavola dei registri presentava un tassello nella feritoia ove questa dovrebbe trovarsi.. Giustificano tale ricostruzione anche un pannello a griglia sopra la tastiera e un secondo aggancio dei tiranti inutilizzato sulle leve dei tasti.