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MAZZO (SO), Chiesa di S.Stefano Organo Locatelli 1876
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DISPOSIZIONE FONICA |
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Campanelli Cornetto 3 file Corno caccia Fagotto bassi Trombe sop. Clarone bassi Corno inglese Viola bassi Flauto traverso Flauto soprani Violino soprani Voce flebile Ottavino soprani Voce Umana Clarino combinato Terza mano
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Principale 16’ bassi (reale da Do2) Principale 16’ soprani Principale 8’ bassi Principale 8’ soprani Ottava bassi Ottava soprani Duodecima bassi Duodecima soprani Quinta decima Decima nona e Vigesima seconda Vigesima VI e IX Trigesima III e VI Contrabassi e Rinforzi (16’ + 8’) Timballi Tromboni (8’)
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TASTIERA: 58 tasti Do1-La5 PEDALIERA: 18 pedali Do1-Mi2 + Rollo PEDALONI: Ripieno, Combinazione Libera PEDALETTI: Ottavino soprani, Fagotto bassi, Corno Inglese soprani Pomolo per inserimento del Tremolo Divisione tra Bassi e Soprani ai tasti Si2 - Do3. |
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| Interno dell'organo | Consolle | Particolare dei cartellini |
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L' organo attuale fu costruito dalla ditta Giacomo Locatelli di Bergamo nel 1876 e riportato nel catalogo Locatelli come opus n° 24. Sul frontalino della tastiera si trova la seguente targhetta: “GIACOMO LOCATELLI / FABBRICATORE DI ORGANI / ALLIEVO DELLA CASA SERASSI / Premiato con Medaglia dal Regio Governo /Bergamo Borgo Palazzo”.
Il
4 marzo 1923 intervenne Gaetano Prestinari,
ma non sappiamo quali lavori abbia effettuato: a giudicare dallo
stato di conservazione dello strumento si dev’essere trattato di una
semplice manutenzione ordinaria e forse dell’introduzione del registro
meccanico del Tremolo.
Nel
1936, il 21 maggio, l' organaro Elia Gandini intervenne
introducendo un rudimentale elettroventilatore.
Fortunatamente
in quest’ultimo intervento il Gandini pare non abbia apportato gravi
modifiche e mutilazioni alla parte fonica, come spesso usava fare.
L'
organo è collocato in cantoria, sul lato destro del presbiterio.
La
cassa dello strumento risale al 1605 quando fu edificato l’organo da
Giulio Cesare Moroni di Brescia.
Originariamente
l’apertura adibita alle canne di prospetto era divisa in cinque
campate per mezzo di quattro paraste, posizionate in corrispondenza dei
fregi ancora conservati sulla traversa posta davanti alla secreta del
somiere.
Dalle
spaziature delle paraste possiamo dedurre che il prospetto delle canne
era formato da 25 canne divise in cinque campate contenenti ognuna
cinque canne disposte a cuspide. Le campate delle canne erano ordinate in modo alternato dal centro ai lati; troviamo le canne maggiori nella campata centrale, quelle minori si trovano in posizione intermedia sormontate da organetti morti.
Con
la costruzione del nuovo strumento Locatelli vennero eliminate le
paraste, disponendo così le canne secondo lo schema tipico ottocentesco
e infine aggiungendo intagli dorati soprastanti le canne minori.
La
cassa, addossata al muro, è in legno d' abete decorata a finto marmo
con dorature e si presenta di elegante fattura. Il prospetto è a campata unica formata da 31 canne di stagno disposte a cuspide con ali a partire da Do1 (con le successive in “ottava corta”), con labbri superiori a mitria e bocche allineate. |
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