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Magnano (BI) Monastero di Bose |
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Disposizione Fonica:
I Grand’Organo: C – d'''
1. Bordone 8' 2. Viola Gamba 8' 3. Flauto a cuspide 4' 4. Principale 2'
Pedale: C – c° costantemente unito alla tastiera modello Freiburger Pedalpositiv, Manderscheidt 1667
Accessori: 2 comandi per l'espressione
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Da sinistra a destra Roberto Tognolatti, Enzo Bianchi, Giovanni Pradella, Goffredo Boselli, Adalberto Mainardi, Franco Biglino
Il Monastero di Bose ha voluto dotare la propria chiesa di un organo a canne che arricchisse le celebrazioni liturgiche
di unsuono vero e nobile, a servizio del canto corale e delle esigenze delrito. All’interno delle caratteristiche proprie della liturgia monastica, la prima ed essenziale finalità dell’organo è accompagnare e sostenere il canto corale e in modo del tutto particolare il canto dei salmi.
Per questo è stato richiesto che il volume fosse particolarmente basso, con un suono che privilegiasse la varietà timbrica nei registri di
accompagnamento e una sonorità delicata.
Alla primaria esigenza di accompagnamento del canto corale si aggiungono la necessità della realizzazione di interludi o di preludi
al canto el’esecuzione di brani diversi. Le caratteristiche essenziali e la realizzazione di questo strumento hanno tenuto presente un utilizzo quotidiano, e per questo hanno
richiesto uno strumento di grande qualità e solidamente costruito, una meccanica affidabile e comandi dei registri di facile utilizzo.
Essendo una chiesa monastica anzitutto un luogo di silenzio per l’udito come per la vista, l’inserzione dell’organo nell’edificio ha richiesto
il più grande rispetto della sua estetica, sobria nelle forme e specifica nei materiali.
I monaci e le monche di Bose riconoscono con ammirazione e gratitudine che lo strumento costruito da Giovanni Pradella
e la sua bottega organaria corrisponde pienamente alle esigenze della liturgia che essa quotidianamente celebra.
fr. Goffredo Boselli responsabile della liturgia del Monastero di Bose
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Foto costruzione