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Prof. Dr. Manfred Cordes rettore della Hochschule für Künste Bremen Liebfrauenkirche - Bremen (D) |
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Tastiera: CDEFGA - c’’’
Disposizione:
1. Principale (8’) 2. Flauto stoppo 8' 3. Ottava 4. Quintadecima 5. Flauto in duodecima 6. Fiffaro
Traspositore: 415 / 440 / 466 Hz |
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Lo strumento realizzato si ispira ad un
modello storico d’organo “essenziale” per l'esecuzione e lo studio
della musica antica italiana. Dopo aver vagliato diverse tipologie di
strumenti abbiamo pensato di basarci sugli organi cosiddetti
processionali, che erano appositamente studiati per essere portati e
suonati durante le processioni. La particolare esigenza richiesta a
questi strumenti aveva sviluppato l’impianto in modo da concentrare
tutto nella parte “superiore”: quindi la piccola cassa aveva la tastiera
collocata nella base direttamente sopra il somiere, con meccanica a
pironi, i comandi dei registri azionabili sul fianco della cassa, come
prolungamento delle stecche del somiere e due mantici collocati sul
tetto, azionabili a mano. Infine due ante proteggevano il delicato
prospetto e la tastiera da possibili danneggiamenti durante le
operazioni di spostamento. Con buona probabilità questi organi venivano
trasportati su di un carro e per questo, oltre che per la
maneggevolezza, essi non erano dotati di basamento. Grandi maniglie
poste sui fianchi della cassa, che potevano essere impiegate solo quando
le ante erano chiuse, servivano per infilare lunghe stanghe di legno,
indispensabili negli spostamenti. Questa tipologia di strumenti sembrava
essere proprio adatta per soddisfare la richiesta giapponese. Da qui la
nostra ricerca concreta di un modello da studiare è approdata
sull’organaro locale Carlo Prati (1617-1700), personalità
particolarmente interessante che, operando in territorio di confine tra
le Alpi, ha saputo coniugare sapientemente elementi d’oltralpe con
quelli italiani. Di questo organaro, in modo particolare per il nostro
caso, abbiamo potuto studiare i resti dell’organo conservato a Ponte in
Valtellina, mentre per l’aspetto estetico ci siamo basati sull’organo,
dello stesso autore, costruito per Brancolino (TN), che presenta ancora
il prospetto della cassa inalterato. Il primo strumento, paradossalmente proprio perché danneggiato, si è rivelato molto utile in quanto è stato possibile studiare in modo approfondito il somiere, le parti della tastiera, dei condotti e dei mantici. Nonostante non fossero più conservate le canne, ad eccezione di alcuni resti, abbiamo potuto determinare le loro misure in modo abbastanza preciso misurando i fori del crivello che, diversamente dalla consuetudine, corrispondono alle circonferenze dei corpi delle canne, avendo queste la bocca posta al di sotto del piano. Le misure così rilevate sul manufatto sono poi state comparate con quelle rilevate su altri strumenti al fine di apportare le opportune correzioni. Anche l’impiego dei materiali e relative tecniche impiegate sono state oggetto di studio per poter essere riprodotte nei nuovi strumenti. Tuttavia le mutate esigenze d’impiego dei nuovi strumenti hanno richiesto l’adeguamento della disposizione fonica secondo le specifiche esigenze dei committenti, che sono state eseguite attenendosi rigorosamente a elementi originali, quindi senza sconfinare in pure fantasie. I registri dell’organo di Ponte in Valtellina erano i seguenti: Principale (8’), Ottava, Quintadecima, Decima nona, Vigesima seconda e Fiffaro (Voce umana). Come già detto, lo strumento era concepito per un uso da “esterno”, quindi doveva essere sonoro, per cui un Plenum. Nel nostro caso è stato sfruttato lo spazio destinato alle ultime due file di Ripieno (XIX e XXII) per inserire un Flauto in XII ed in tal modo avere uno strumento completo in grado di eseguire il repertorio antico italiano: dal Principale alla Quintadecima, un Flauto ed il caratteristico registro del Fiffaro, alias Voce Umana.
Abbiamo studiato appositamente delle soluzioni che non alterassero l’impianto originale dello strumento, per questo trovare un sistema di trasposizione della tastiera, avendo la prima ottava corta, ha rappresentato una sfida non semplice da vincere.
Quindi lo strumento che abbiamo realizzato non è copia di un originale, ma una rielaborazione del modello impiegando stesse tecnologie e materiali. Le lavorazioni delle parti hanno seguito fedelmente quelle originali: le canne interne sono in piombo quasi puro, gettate su sabbia e martellate, mentre le canne di facciata sono in lega al 90% piallate e brunite a mano. La cassa è stata realizzata in legno massello di noce, lavorata secondo le tecniche riscontrate sull’originale e con ferramenta eseguita in ferro battuto a mano e intagli eseguiti a mano direttamente dal pieno, quindi senza l’ausilio di strumenti moderni. Il somiere è stato
realizzato interamente in legno massello di noce ad esclusione del
pavimento della secreta che come l’originale è di abete. Sono stati
esclusi a priori ogni materiale surrogato come il compensato ecc… Le canne di legno del Bordone sono state realizzate come in legno di larice “tagliato di quarto”. Abbiamo evitato di riproporre il labbro inferiore realizzato in due parti ad incastro, perché nel caso specifico di strumento destinato al movimento e con sbalzi igroscopici, si comprometterebbe facilmente l’intonazione delle canne. La tastiera è realizzata con leve di noce ricoperte da placcature di bosso per i tasti diatonici, mentre i cromatici sono in noce. I frontalini sono realizzati a chiocciola “aperta”. Essa poggia direttamente sul somiere e si collega ai ventilabri per mezzo di pironi in ottone. I comandi dei registri sono realizzati come prolungamento delle stecche dei registri. Nello strumento originale la prima ottava del registro Ottava rimaneva sempre inserita probabilmente come rinforzo delle prime canne tappate del Principale, mentre nelle realizzazioni abbiamo reso indipendenti tali canne per consentire l’uso del Flauto in XII solo, altrimenti impossibile. Le canne di metallo interne sono dotate di fascette per l’accordatura e “parlano” con le bocche al di sotto del piano del crivello, realizzato in cuoio. Anche le canne di facciata appartenenti al registro Fiffaro sono dotate di fascette per l’accordatura ed è interessante provare ad accordarle all’unisono del Principale di piombo, ottenendo un effetto di maggior cantabilità del soprano. L’intonazione dell’organo è stata eseguita secondo la tradizione antica del piede aperto e parsimonia di denti sulle anime, quindi lasciando controllare la massima sensibilità al tasto.
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Concerto di Inaugurazione 5 Ottobre 2011 Unser Lieben Frauen Kirche Bremen
Edoardo Bellotti - Orgel solo
Gebhard David - Zink Margret Hunter - Sopran Mirko Ludwig - Tenor Jorge Martinez Mendoza - Bass Detlef Bratschke - Orgelcontinuo
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Foto costruzione
CASSA
SOMIERE
TASTIERA
CANNE
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